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L’attività fisica moderata-vigorosa ed una minore sedentarietà migliorano importanti fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari.

Esiste una condizione clinica, detta pre-diabete, che, pur non avendo le caratteristiche del diabete, viene considerata una condizione ad alto rischio per lo sviluppo di diabete. Indipendentemente dalla sua progressione verso il diabete, questa condizione comporta per se stessa un aumentato rischio di sviluppare complicanze cardiovascolari. È quindi importante identificare tutte quelle strategie terapeutiche, basate sullo stile di vita e sui farmaci, che possano far regredire questa situazione.

È stato recentemente pubblicato uno studio che ha raccolto 2.326 soggetti provenienti da otto differenti paesi, sia europei che del continente australe, che presentassero una di queste condizioni: elevata glicemia a digiuno, ridotta tolleranza al glucosio, o indice di massa corporea (BMI) superiore a 25. I pazienti avevano un’età compresa tra 25 e 70 anni e 67% di questi erano donne.
In questi soggetti sono stati monitorati in modo obiettivo i livelli di attività fisica ed il tempo di sedentarietà (seduti) mediante un accelerometro, per la durata di una settimana.
In questi soggetti è stata poi valutato il grado di insulino resistenza, dell’adiposità centrale (circonferenza vita), i valori glicemici dopo uno stimolo con glucosio (carico orale di glucosio), i livelli dei trigliceridi ed indici infiammatori.
I ricercatori hanno osservato che il volume di attività fisica moderata-vigorosa era associato a una riduzione dell’insulino-resistenza, dell’adiposità centrale, della glicemia dopo lo stimolo con glucosio, dei livelli di trigliceridi e degli indici infiammatori.
Sebbene questo studio sia stato condotto su soggetti affetti da una condizione di pre-diabete, è molto probabile che gli stessi effetti benefici si possano ottenere in una popolazione generale.

Swindell, Diab Care 2018

Prof. Antonio Secchi, Centro Medico Visconti di Modrone
Istituto Scientifico San Raffaele
Primario dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna e dei Trapianti

Questo è il report sintetico di un articolo comparso sulla stampa medica specializzata: ogni applicazione di quanto qui riportato va condotta sotto controllo medico.

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