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L’attività fisica moderata-vigorosa ed una minore sedentarietà migliorano importanti fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari.

Esiste una condizione clinica, detta pre-diabete, che, pur non avendo le caratteristiche del diabete, viene considerata una condizione ad alto rischio per lo sviluppo di diabete. Indipendentemente dalla sua progressione verso il diabete, questa condizione comporta per se stessa un aumentato rischio di sviluppare complicanze cardiovascolari. È quindi importante identificare tutte quelle strategie terapeutiche, basate sullo stile di vita e sui farmaci, che possano far regredire questa situazione.

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Cellule staminali: la nuova, promettente, frontiera della scienza medica

Il termine “staminale” è solo un aggettivo che racchiude in sé il concetto di vita. Stamen infatti è la parte più fine e resistente del filo di lana, il filo al quale, secondo la mitologia, è attaccata la vita e il destino dell’uomo, che le Parche filano e recidono. In biologia indica la funzione di una cellula, capace di proliferare e dare origine ad una numerosa progenie, costituita dalle staminali “embrionali”, contenute nella blastocisti dopo 6-7 giorni dalla fecondazione dell’ovulo, e dalle staminali “adulte” deputate al continuo rinnovo di alcuni tessuti come il midollo emopoietico, la cute, la parete intestinale e il fegato. Ce ne parla il Prof. Giorgio Lambertenghi Deliliers, ematologo del Centro Medico Visconti di Modrone. Recenti studi hanno dimostrato che anche il cervello ed il cuore possiedono cellule staminali che hanno il compito di sostituire i neuroni che ogni giorno vengono perduti (85 mila su 100 miliardi totali) e mantenere la capacità contrattile del muscolo cardiaco.

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Lo yoga: è solo una moda o fa veramente bene?

La sindrome metabolica è una condizione clinica caratterizzata da insulino-resistenza, iperglicemia a digiuno, sovrappeso, dislipidemia, ipertensione. Costituisce un importante fattore di rischio per lo sviluppo di diabete e malattia cardiovascolare. Lo yoga è una disciplina che include esercizio fisico, pratiche di rilassamento, controllo della respirazione. È noto che la sua pratica abituale ha degli effetti benefici sull’ipertensione arteriosa, sul sovrappeso (circonferenza vita) e sulla sindrome metabolica in genere. Un gruppo di ricercatori cinesi ha cercato di studiare i meccanismi attraverso i quali la pratica dello yoga sviluppa un effetto favorevole sulla sindrome metabolica.

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Aiuto: sto perdendo la memoria!

Sempre più subissati dal flusso di informazioni che provengono dalle fonti più varie, capita, a volte, di accorgerci, con sgomento, che la nostra memoria non è più efficiente come una volta. Fatichiamo a ricordare il cognome di una persona da poco presentata, oppure dove abbiamo lasciato le chiavi, o dimentichiamo un impegno segnato in agenda. Perché succede? Quando va considerato il sintomo di una malattia neurologica? Abbiamo chiesto spiegazioni al Dott. Roberto Sterzi, specialista in Neurologia del Centro Medico Visconti di Modrone. Quando parliamo di memoria intendiamo la capacità di acquisire, ritenere e rievocare e utilizzare al momento opportuno le informazioni. Si tratta di un sistema complesso, formato da più componenti interconnessi fra loro e corrispondenti a circuiti nervosi ben precisi.  Una prima distinzione va fatta fra la memoria di lavoro, a brevissimo termine, e la memoria a lungo termine.

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Il diabete mellito di tipo 2, non insulino-dipendente, può essere sconfitto con la sola dieta

Il diabete mellito di tipo 2, non insulino-dipendente, è una condizione clinica cronica che espone il paziente ad alti rischi di numerose complicanze quali eventi cardiovascolari, nefropatia, retinopatia. Questa malattia è sempre più diffusa nel mondo occidentale, principalmente come conseguenza dello stile di vita e dell’alimentazione scorretta.

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La dimensione antropologica della malattia

Una recente iniziativa del Corriere della Sera ha lanciato un progetto denominato “Malattia come Opportunità” con l’obiettivo di aiutare la persona ad affrontare la malattia cogliendone gli aspetti positivi e ricondurre il rapporto medico-paziente sul giusto binario
dell’alleanza, oggi in crisi per il prevalere di una medicina impersonale che dà troppo spazio all’approccio scientifico e tecnologico. A questo proposito il filosofo Michel Foucault scriveva: “quel che appare all’inizio del XX secolo, è che la medicina può essere pericolosa non a causa della sua ignoranza, ma per il suo sapere, proprio perché essa è una scienza”. Pertanto, quando la malattia viene vissuta nell’esclusivo rigore razionale della conoscenza, si corre il rischio di far scomparire il soggetto nella sua specificità, cioè l’essere umano con le sue crisi di ansia e disperazione. Nella lingua inglese si usano due termini per indicare un diverso approccio alla malattia: “disease” si riferisce alla patologia come definita dalla scienza biologica; “illness” invece indica l’esperienza di malattia vissuta dall’interno in prima persona dal paziente, definisce la sofferenza fisica un’opportunità e invita a superare i limiti del solo approccio biologico e tecnologico. Il francese Gustavo Flaubert aveva comparato il dolore alla perla dell’ostrica: “la perla è una malattia dell’ostrica eppure è una realtà infinitamente preziosa; il dolore è come un raffinamento di noi stessi, una più intensa e completa penetrazione nella nostra anima e nella realtà”. La malattia quindi non deve essere percepita come un non-senso da isolare e combattere, ma bensì uno stato in qualche modo privilegiato, un veicolo significativo di nuove scoperte esistenziali, un’occasione potenzialmente positiva e benefica per scoprire energie nascoste. In sintesi l’iniziativa del Corriere della Sera sollecita a riflettere sulla dimensione antropologica della malattia, con l’intento di accordare uguale attenzione ai due poli del rapporto terapeutico, indagando quanto vivono il mistero della sofferenza sia il medico che il malato. E’ un invito a non interpretare e curare una patologia solo attraverso il sapere e la tecnologia, ma a considerarla anche un’opportunità per guardare ad un orizzonte più ampio, in cui possano emergere testimonianze e domande poste dall’esperienza di malattia riguardo al senso dell’esistenza. In questa prospettiva anche la relazione medicopaziente potrà crescere sul terreno della prossimità.

Prof. Giorgio Lambertenghi Deliliers

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Gioia post divorzio: come la donna riconquista se stessa

Tess era la maggiore di dieci figli nati da una madre passiva e da un padre etilista…Durante l’infanzia aveva subito violenza in tutte le accezioni…Quando Tess aveva 12 anni il padre morì e la madre scivolò in una grave depressione…Tess assunse sulle proprie spalle il peso della conduzione familiare…La sua unione coniugale ebbe meno successo. Tess sposò un uomo più anziano…il peso della famiglia era sempre sulle sue spalle. Il marito era alcolizzato, e quando era ubriaco diventava violento. Dopo la fine del matrimonio, Tess incappò in una serie di relazioni degradanti, tutte con uomini sposati e violenti; ogni volta che una di esse terminava, cadeva in uno stato di forte depressione. Nonostante la depressione, Tess conservava una traccia di vitalità, un bagliore di energia nello sguardo…un piacevole misto di attesa nei confronti delle attenzioni altrui e di preoccupazione affinché il suo interlocutore si sentisse a suo agio…il bilancio della vita personale di Tess era decisamente negativo. Pensava che gli uomini non la trovassero attraente…e l’attaccamento a Jim era almeno in parte dovuto alla convinzione che nessun altro uomo l’avrebbe avvicinata.

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Estate, stagione prediletta!

E’ tornata l’estate e, dopo pioggia e umidità, in giro si sente già molta voglia di sole e di mare.I dermatologi tutti gli anni in questa stagione si trovano a consigliare i pazienti che vogliono sapere come e quando e quanto proteggersi dal sole. Infatti, accanto a moltissimi effetti benefici del sole tra cui la produzione di vitamina D a livello cutaneo, il miglioramento dell’umore con produzione di endorfine e serotonina e un’attività sebo-regolatrice con influssi benefici su psoriasi e dermatite seborroica, vi sono purtroppo gli effetti dei raggi UV – UVA in particolare. Ne parliamo con la Dott.sa Sabine Pabisch, specialista in Dermatologia e Venereologia del Centro Medico Visconti di Modrone.

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