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Lo yoga: è solo una moda o fa veramente bene?

La sindrome metabolica è una condizione clinica caratterizzata da insulino-resistenza, iperglicemia a digiuno, sovrappeso, dislipidemia, ipertensione. Costituisce un importante fattore di rischio per lo sviluppo di diabete e malattia cardiovascolare. Lo yoga è una disciplina che include esercizio fisico, pratiche di rilassamento, controllo della respirazione. È noto che la sua pratica abituale ha degli effetti benefici sull’ipertensione arteriosa, sul sovrappeso (circonferenza vita) e sulla sindrome metabolica in genere. Un gruppo di ricercatori cinesi ha cercato di studiare i meccanismi attraverso i quali la pratica dello yoga sviluppa un effetto favorevole sulla sindrome metabolica.

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Aiuto: sto perdendo la memoria!

Sempre più subissati dal flusso di informazioni che provengono dalle fonti più varie, capita, a volte, di accorgerci, con sgomento, che la nostra memoria non è più efficiente come una volta. Fatichiamo a ricordare il cognome di una persona da poco presentata, oppure dove abbiamo lasciato le chiavi, o dimentichiamo un impegno segnato in agenda. Perché succede? Quando va considerato il sintomo di una malattia neurologica? Abbiamo chiesto spiegazioni al Dott. Roberto Sterzi, specialista in Neurologia del Centro Medico Visconti di Modrone. Quando parliamo di memoria intendiamo la capacità di acquisire, ritenere e rievocare e utilizzare al momento opportuno le informazioni. Si tratta di un sistema complesso, formato da più componenti interconnessi fra loro e corrispondenti a circuiti nervosi ben precisi.  Una prima distinzione va fatta fra la memoria di lavoro, a brevissimo termine, e la memoria a lungo termine.

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Il diabete mellito di tipo 2, non insulino-dipendente, può essere sconfitto con la sola dieta

Il diabete mellito di tipo 2, non insulino-dipendente, è una condizione clinica cronica che espone il paziente ad alti rischi di numerose complicanze quali eventi cardiovascolari, nefropatia, retinopatia. Questa malattia è sempre più diffusa nel mondo occidentale, principalmente come conseguenza dello stile di vita e dell’alimentazione scorretta.

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La dimensione antropologica della malattia

Una recente iniziativa del Corriere della Sera ha lanciato un progetto denominato “Malattia come Opportunità” con l’obiettivo di aiutare la persona ad affrontare la malattia cogliendone gli aspetti positivi e ricondurre il rapporto medico-paziente sul giusto binario
dell’alleanza, oggi in crisi per il prevalere di una medicina impersonale che dà troppo spazio all’approccio scientifico e tecnologico. A questo proposito il filosofo Michel Foucault scriveva: “quel che appare all’inizio del XX secolo, è che la medicina può essere pericolosa non a causa della sua ignoranza, ma per il suo sapere, proprio perché essa è una scienza”. Pertanto, quando la malattia viene vissuta nell’esclusivo rigore razionale della conoscenza, si corre il rischio di far scomparire il soggetto nella sua specificità, cioè l’essere umano con le sue crisi di ansia e disperazione. Nella lingua inglese si usano due termini per indicare un diverso approccio alla malattia: “disease” si riferisce alla patologia come definita dalla scienza biologica; “illness” invece indica l’esperienza di malattia vissuta dall’interno in prima persona dal paziente, definisce la sofferenza fisica un’opportunità e invita a superare i limiti del solo approccio biologico e tecnologico. Il francese Gustavo Flaubert aveva comparato il dolore alla perla dell’ostrica: “la perla è una malattia dell’ostrica eppure è una realtà infinitamente preziosa; il dolore è come un raffinamento di noi stessi, una più intensa e completa penetrazione nella nostra anima e nella realtà”. La malattia quindi non deve essere percepita come un non-senso da isolare e combattere, ma bensì uno stato in qualche modo privilegiato, un veicolo significativo di nuove scoperte esistenziali, un’occasione potenzialmente positiva e benefica per scoprire energie nascoste. In sintesi l’iniziativa del Corriere della Sera sollecita a riflettere sulla dimensione antropologica della malattia, con l’intento di accordare uguale attenzione ai due poli del rapporto terapeutico, indagando quanto vivono il mistero della sofferenza sia il medico che il malato. E’ un invito a non interpretare e curare una patologia solo attraverso il sapere e la tecnologia, ma a considerarla anche un’opportunità per guardare ad un orizzonte più ampio, in cui possano emergere testimonianze e domande poste dall’esperienza di malattia riguardo al senso dell’esistenza. In questa prospettiva anche la relazione medicopaziente potrà crescere sul terreno della prossimità.

Prof. Giorgio Lambertenghi Deliliers

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Gioia post divorzio: come la donna riconquista se stessa

Tess era la maggiore di dieci figli nati da una madre passiva e da un padre etilista…Durante l’infanzia aveva subito violenza in tutte le accezioni…Quando Tess aveva 12 anni il padre morì e la madre scivolò in una grave depressione…Tess assunse sulle proprie spalle il peso della conduzione familiare…La sua unione coniugale ebbe meno successo. Tess sposò un uomo più anziano…il peso della famiglia era sempre sulle sue spalle. Il marito era alcolizzato, e quando era ubriaco diventava violento. Dopo la fine del matrimonio, Tess incappò in una serie di relazioni degradanti, tutte con uomini sposati e violenti; ogni volta che una di esse terminava, cadeva in uno stato di forte depressione. Nonostante la depressione, Tess conservava una traccia di vitalità, un bagliore di energia nello sguardo…un piacevole misto di attesa nei confronti delle attenzioni altrui e di preoccupazione affinché il suo interlocutore si sentisse a suo agio…il bilancio della vita personale di Tess era decisamente negativo. Pensava che gli uomini non la trovassero attraente…e l’attaccamento a Jim era almeno in parte dovuto alla convinzione che nessun altro uomo l’avrebbe avvicinata.

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Estate, stagione prediletta!

E’ tornata l’estate e, dopo pioggia e umidità, in giro si sente già molta voglia di sole e di mare.I dermatologi tutti gli anni in questa stagione si trovano a consigliare i pazienti che vogliono sapere come e quando e quanto proteggersi dal sole. Infatti, accanto a moltissimi effetti benefici del sole tra cui la produzione di vitamina D a livello cutaneo, il miglioramento dell’umore con produzione di endorfine e serotonina e un’attività sebo-regolatrice con influssi benefici su psoriasi e dermatite seborroica, vi sono purtroppo gli effetti dei raggi UV – UVA in particolare. Ne parliamo con la Dott.sa Sabine Pabisch, specialista in Dermatologia e Venereologia del Centro Medico Visconti di Modrone.

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Maggio 2018 Cracovia: Tredicesima Conferenza EUROPAD. Chimera Award al Dott. Matteo Pacini.

Che cos’è che resta da dire sulla tossicodipendenza da eroina nel 2018?

Tutto. Questo non vuol dire che non si sappiano molte cose, ma che il messaggio non è per niente arrivato alla popolazione. I trattamenti funzionano meglio di anni fa, per volontà di un pugno di tecnici del settore che lavorano bene, ma gli errori sono sempre gli stessi di decenni fa. La malattia non è ancora capita.

Businessman against vortex background.

La Vertigine. Chi la cura? (A chi spetta la cura?)

Facciamo innanzi tutto chiarezza su una cosa fondamentale: la vertigine non è una malattia! No! La vertigine è un sintomo comune a tantissime malattie che possono colpire organi diversi del corpo umano. E spesso è descritta allo stesso modo, cioè determina le stesse sensazioni, anche se causata da malattie infinitamente diverse tra loro. Ma, quindi, di che cosa si parla quando si dice “vertigine”? Ne parliamo con il Dott. Roberto Barocci, specialista Otorinolaringoiatra del Centro Medico Visconti di Modrone. E’ un sintomo che può essere definito come un falso orientamento del paziente rispetto allo spazio che lo circonda. E’ una allucinazione visiva, dato che il soggetto ha la sensazione di muoversi rispetto allo spazio che ha intorno, o che gli oggetti che lo circondano si spostino rispetto a lui.

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Tiroidite di Hashimoto

La tiroidite cronica linfocitaria autoimmune di Hashimoto è la forma più comune di tiroidite e la sua prevalenza è nettamente superiore nel sesso femminile.
Le ipotesi di origine della malattia autoimmune sono quella genetica (esistono famiglie intere con tiroidite autoimmune) e l’origine virale o batterica (con modificazione dell’antigene tiroideo (Tg e TPO).
E’ una malattia organo-specifica, caratterizzata da una infiltrazione linfocitaria e da possibile evoluzione verso l’ ipotiroidismo. Spesso la malattia è paucisintomatica in quanto si manifesta esclusivamente con livelli circolanti del TSH superiori alla norma (anche di poco) e con valori di ormoni tiroidei liberi circolanti nella norma.
Ne parliamo con il Prof. Francesco Lippi, Specialista Endocrinologo del Centro Medico Visconti di Modrone, Direttore del Centro Malattie della Tiroide e Docente della Scuola di Endocrinologia di Pisa.

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