==========>blogpage
polkso

UN “ChYP” PER RICONOSCERE LA FIBRILLAZIONE ATRIALE ED EVITARE L’ICTUS CEREBRALE

Due dita sul polso, un gesto salvavita per capire se il cuore batte in modo regolare o disordinato. Questo è il messaggio di ChYP- Check Your Pulse, la nuova campagna di ALTAssociazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus che insegna ai bambini a sentire il ritmo del cuore, riconoscere la fibrillazione atriale ed evitare l’Ictus cerebrale. “Sono 2 milioni gli italiani e 10 milioni gli europei che soffrono di fibrillazione atriale – dichiara Lidia Rota Vender, specialista in Ematologia e Malattie cardiovascolari da Trombosi del Centro Medico Visconti di Modrone e Presidente di ALT – Onlus –    un’aritmia, un disordine nel ritmo del cuore, che provoca sintomi come mancanza di respiro, stanchezza profonda, senso di vertigine, sensazione di un frullo nel petto, ma altrettanto spesso dà sintomi sfumati o che non vengono affatto percepiti. Questa aritmia provoca ictus cerebrale: un evento devastante che può rubare la vita o distruggere la qualità della vita di chi ne soffre e della sua famiglia”.

==========>blogpage
bucc

L’importanza della Multidisciplinarietà

C’è una porta in più alla quale bussare in caso di problemi renali. E’ la Fondazione Aspremare, che dal 2015 ha trasferito all’ospedale di Niguarda la sua sede operativa, proprio nel reparto di Nefrologia. L’associazione (il cui nome completo è Aspremare – Fondazione Buccianti per la ricerca e la prevenzione delle malattie renali e cardiovascolari – Onlus) opera in tutta Italia dal 1979 con uno scopo ben preciso: cercare di cambiare l’approccio a questo tipo di patologie. “La malattia renale oltre ad essere sempre più diffusa sta cambiando – ci spiega il Presidente Gherardo Buccianti, nefrologo di “lungo corso” con un’ultra-trentennale esperienza tra il Policlinico di Milano e l’Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo -perché coinvolge circa 4 milioni di pazienti con patologie cardiovascolari che non sanno di essere a rischio di insufficienza renale cronica. Infatti 6 – 7 pazienti su 10 che si presentano per una visita nefrologica, sono ipertesi, possono avere precedentemente subito un by pass oppure sono portatori di stent coronarici, carotidei, aorto-femorali”.

==========>blogpage
==========>blogpage
staminali

Cellule staminali: la nuova, promettente, frontiera della scienza medica

Il termine “staminale” è solo un aggettivo che racchiude in sé il concetto di vita. Stamen infatti è la parte più fine e resistente del filo di lana, il filo al quale, secondo la mitologia, è attaccata la vita e il destino dell’uomo, che le Parche filano e recidono. In biologia indica la funzione di una cellula, capace di proliferare e dare origine ad una numerosa progenie, costituita dalle staminali “embrionali”, contenute nella blastocisti dopo 6-7 giorni dalla fecondazione dell’ovulo, e dalle staminali “adulte” deputate al continuo rinnovo di alcuni tessuti come il midollo emopoietico, la cute, la parete intestinale e il fegato. Ce ne parla il Prof. Giorgio Lambertenghi Deliliers, ematologo del Centro Medico Visconti di Modrone. Recenti studi hanno dimostrato che anche il cervello ed il cuore possiedono cellule staminali che hanno il compito di sostituire i neuroni che ogni giorno vengono perduti (85 mila su 100 miliardi totali) e mantenere la capacità contrattile del muscolo cardiaco.

==========>blogpage
white-blood-cell-543471__340

La dimensione antropologica della malattia

Una recente iniziativa del Corriere della Sera ha lanciato un progetto denominato “Malattia come Opportunità” con l’obiettivo di aiutare la persona ad affrontare la malattia cogliendone gli aspetti positivi e ricondurre il rapporto medico-paziente sul giusto binario
dell’alleanza, oggi in crisi per il prevalere di una medicina impersonale che dà troppo spazio all’approccio scientifico e tecnologico. A questo proposito il filosofo Michel Foucault scriveva: “quel che appare all’inizio del XX secolo, è che la medicina può essere pericolosa non a causa della sua ignoranza, ma per il suo sapere, proprio perché essa è una scienza”. Pertanto, quando la malattia viene vissuta nell’esclusivo rigore razionale della conoscenza, si corre il rischio di far scomparire il soggetto nella sua specificità, cioè l’essere umano con le sue crisi di ansia e disperazione. Nella lingua inglese si usano due termini per indicare un diverso approccio alla malattia: “disease” si riferisce alla patologia come definita dalla scienza biologica; “illness” invece indica l’esperienza di malattia vissuta dall’interno in prima persona dal paziente, definisce la sofferenza fisica un’opportunità e invita a superare i limiti del solo approccio biologico e tecnologico. Il francese Gustavo Flaubert aveva comparato il dolore alla perla dell’ostrica: “la perla è una malattia dell’ostrica eppure è una realtà infinitamente preziosa; il dolore è come un raffinamento di noi stessi, una più intensa e completa penetrazione nella nostra anima e nella realtà”. La malattia quindi non deve essere percepita come un non-senso da isolare e combattere, ma bensì uno stato in qualche modo privilegiato, un veicolo significativo di nuove scoperte esistenziali, un’occasione potenzialmente positiva e benefica per scoprire energie nascoste. In sintesi l’iniziativa del Corriere della Sera sollecita a riflettere sulla dimensione antropologica della malattia, con l’intento di accordare uguale attenzione ai due poli del rapporto terapeutico, indagando quanto vivono il mistero della sofferenza sia il medico che il malato. E’ un invito a non interpretare e curare una patologia solo attraverso il sapere e la tecnologia, ma a considerarla anche un’opportunità per guardare ad un orizzonte più ampio, in cui possano emergere testimonianze e domande poste dall’esperienza di malattia riguardo al senso dell’esistenza. In questa prospettiva anche la relazione medicopaziente potrà crescere sul terreno della prossimità.

Prof. Giorgio Lambertenghi Deliliers

==========>blogpage
FOTO ALT

«BUONSENSO AD ALTA QUOTA»

IL DECALOGO DI ALT PER LA SALUTE IN MONTAGNA

LA VACANZA TRA LE VETTE DEL MONDO È TRA LE PIÙ EMOZIONANTI DI SEMPRE MA RICHIEDE QUALCHE ACCORTEZZA IN PIÙ SOPRATTUTTO PER CHI SOFFRE DI IPERTENSIONE.  PER QUESTO, ALT – ASSOCIAZIONE PER LA LOTTA ALLA TROMBOSI E ALLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI  HA STILATO UN DECALOGO CON SEMPLICI MOSSE DI SCIENZA E BUONSENSO ANCHE IN MONTAGNA.

 

==========>blogpage
5

E’ nata la Trombocardiologia

COMUNICATO STAMPA

In Italia lo annuncia ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus, in occasione della giornata mondiale del cuore del 29 settembre

Le malattie causate dalla Trombosi sono aumentate negli ultimi 25 anni e sono destinate ad aumentare. Oggi sono più di 85 milioni le persone che in Europa hanno conosciuto da vicino una delle malattie causate dalla Trombosi, riportando gravi invalidità come quelle lasciate da un Ictus o da un Infarto del miocardio e contribuendo a un incremento drammatico dei costi sanitari, stimati in Europa in 210 miliardi di euro l’anno, ovvero il 33% del budget dell’Unione Europea per il 2017. Se è vero che potrebbero essere ridotte almeno di un terzo, e lo è, vorrebbe dire che si potrebbero risparmiare in Europa70 miliardi di euro l’anno. Allora perché non ci siamo ancora riusciti?

==========>blogpage
doppler tsa

6° Giornata Nazionale per la lotta alla Trombosi

6° Giornata nazionale per la lotta alla Trombosi

Il 12 Aprile si celebra la Giornata Nazionale per la lotta alla Trombosi. Un evento importante che si ripete ogni anno per sensibilizzare l’opinione pubblica verso le malattie cardiovascolari, prima causa di morte nel nostro Paese. Fortunatamente la maggior parte di queste patologie si può prevenire, ma questo richiede l’impegno a proteggere la propria salute.

Dal 12 aprile al 31 maggio

Ecocolordoppler Carotidi € 90

==========>blogpage
valutazione rischio trombotico Cattaneo

Valutazione del rischio trombotico

Le malattie trombotiche sono dovute alla formazione di grumi di sangue (trombi) all’interno delle vene (trombosi arteriosa) o delle arterie (trombosi arteriosa) del nostro corpo. Le trombosi venose si manifestano con dolore e gonfiore delle parti interessate (generalmente gli arti inferiori). Una possibile, grave complicanza è l’embolia polmonare, causata da parti del trombo che, distaccatisi dal loro punto di origine, arrivano nei polmoni, impedendo un’adeguata ossigenazione del sangue, e causando una sensazione di mancanza d’aria.

START TYPING AND PRESS ENTER TO SEARCH