Ne parliamo con la Dott.ssa Giulia Bracci, psichiatra e psicosessuologa del Centro Medico Visconti di Modrone.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce “coppia infertile” quella coppia che non riesce a procreare entro un tempo di circa due anni di rapporti finalizzati e non protetti, mentre “coppia sterile” quella coppia nella quale uno o entrambi i partner sono affetti da una condizione fisica permanente che impedisce di procreare. Le condizioni di infertilità e sterilità possono determinare cambiamenti profondi con ripercussioni sulla vita del singolo e della coppia stessa. La perdita di identità causata da una possibile infertilità si riflette molto nel “ruolo di genere”, ovvero l’immagine di maschile e femminile impostata dal contesto sociale e culturale in cui le persone vivono.  Le aspettative culturali per il ruolo sociale delle donne riguardano la loro capacità di portare a termine una gravidanza e di allevare un figlio mentre l’abilità a procreare connessa al concetto di potenza sessuale, mascolinità e virilità è un aspetto che riguarda maggiormente il genere maschile. Molte coppie con problemi di infertilità, indipendentemente da chi dei due partner ne sia il portatore, presentano diminuzione della frequenza e spontaneità dei rapporti sessuali con disfunzioni sessuali quali riduzione del desiderio, difficoltà a raggiungere l’orgasmo, eiaculazione precoce, ritardata e disfunzioni erettili.
INFERTILITA’ NEMICA DELLA SESSUALITA’
La perdita dell’aspetto ludico e piacevole della sessualità spesso è legata anche alla necessità di praticare un sesso “a comando” come compito da eseguire. Possono essere suggeriti i giorni, le posizioni e le ore più indicate per favorire il concepimento, in accordo con l’ovulazione della donna, snaturando i canoni della sessualità, ovvero la spontaneità, la naturalezza e il piacere di fare l’amore per la voglia di farlo. La sessualità può diventare meccanica, stereotipata, mirata soltanto al raggiungimento della funzione procreativa.  Talvolta si scopre che le difficoltà sessuali della coppia sono pregresse ai tentativi fallimentari di concepimento. A volte le coppie infertili sono coppie le cui donne soffrono di vaginismo, di dolore sessuale alla penetrazione, detto dispareunia e gli uomini di deficit erettivo, anorgasmia o desiderio sessuale ipoattivo; tutte disfunzioni sessuali, che se non trattate, possono ostacolare il concepimento.
Studi clinici hanno suggerito che le coppie sterili presentano timore di essere giudicati o rifiutati, sentimenti di insicurezza ed inadeguatezza; frustrazione per l’assenza di un figlio o risentimenti nei confronti del partner infertile; inadeguata comunicazione all’interno della coppia delle aspettative e dei desideri, educazione autoritaria intrafamiliare con sessualità inibita e associata a forti sensi di colpa e vergogna.
SUPPORTARE LA SESSUALITA’ DURANTE LE FASI DELLA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA (PMA)
Un aiuto al concepimento è fornito dalle pratiche di fecondazione assistita che determinano notoriamente una separazione tra sessualità e procreazione. Per PMA si intendono tutte le metodiche che permettono di aiutare gli individui a procreare, siano essere chirurgiche, ormonali, farmacologiche o di altro tipo. Attualmente il ricorso alle tecniche di PMA è consentito solo quando sia accertata l’impossibilità di rimuovere in altro modo le cause impeditive della procreazione. Per accedervi, i casi di sterilità ed infertilità devono essere documentati da un atto medico. Da qui nasce la necessità di un supporto psico-sessuologico che sostenga la coppia nelle varie fasi del processo in modo tale da poter garantire un supporto di fronte ad un cambiamento, che seppur finalizzato alla nascita di una nuova vita tanto sperata e desiderata, può rivelarsi molto impegnativo ed emotivamente difficoltoso.
Le linee guida PMA 2015 (articolo 6/legge n.40/2004) prevedono un’attività di sostegno e consulenza.  L’attività di consulenza e supporto psicologico deve essere resa accessibile in tutte le fasi dell’approccio diagnostico-terapeutico dell’infertilità e, eventualmente, anche dopo che il processo di trattamento è stato completato, a prescindere dall’esito delle tecniche applicate.
PIANIFICARE UN TRATTAMENTO ADEGUATO
Coppie infertili necessitano di un intervento integrato-multiprofessionale che coinvolga diverse figure di riferimento quali ginecologo, andrologo e psicosessuologo. Lo psicosessuologo è necessario che si impegni nel sostegno psicologico alla coppia infertile e nel trattamento delle disfunzioni sessuali primarie o secondarie alla diagnosi di infertilità. Nella valutazione di queste coppie devono essere prese in considerazione diverse aree che riguardano l’analisi della propria immagine di sé e della propria identità personale; la relazione tra la coppia, indagando le aspettative deluse, eventuali conflitti di potere, cambiamenti in uno dei due dei partner allo scopo di riacquistare un’armonia reciproca; educativo-sociale che richiama anche la storia familiare. Il lavoro con la coppia si deve basare sul rinforzo della funzione ludica della sessualità, la ristrutturazione dell’idea di funzione riproduttiva, l’analisi della difficoltà a confrontarsi con un uomo/donna la cui aspettativa di genitorialità ha subito un fermo, ed anche la paura di deludere l’altro. Spesso è necessario anche un percorso psicoterapeutico che aiuti la coppia ad elaborare il lutto che il difficile passaggio da un concepimento spontaneo e naturale ad un concepimento assistito e medicalizzato può comportare.  Nei casi di infertilità totale, quando neanche le tecniche di PMA possono assicurare una gravidanza la fecondazione eterologa è l’unica strategia terapeutica possibile. La coppia, in questo caso, necessita di una preparazione psicologica adeguata, poiché al livello simbolico il concepimento mediante questa modalità, può evocare l’idea di “un tradimento autorizzato e medicalizzato”.  Sostenere la sessualità della coppia o promuoverne il recupero durante condizioni di difficile gestione, come lo stato di infertilità o il sottoporsi a tecniche di PMA, rappresenta un dovere del medico, sia esso ginecologo, andrologo, psicoterapeuta o sessuologo. E’ necessario cercare di perseguire e garantire in qualsiasi situazione sia il benessere psicofisico del singolo nella sua individualità, sia quello della coppia nella sua complementarietà.
Fonte Tgcom24