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L’attività fisica moderata-vigorosa ed una minore sedentarietà migliorano importanti fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari.

Esiste una condizione clinica, detta pre-diabete, che, pur non avendo le caratteristiche del diabete, viene considerata una condizione ad alto rischio per lo sviluppo di diabete. Indipendentemente dalla sua progressione verso il diabete, questa condizione comporta per se stessa un aumentato rischio di sviluppare complicanze cardiovascolari. È quindi importante identificare tutte quelle strategie terapeutiche, basate sullo stile di vita e sui farmaci, che possano far regredire questa situazione.

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yoga

Lo yoga: è solo una moda o fa veramente bene?

La sindrome metabolica è una condizione clinica caratterizzata da insulino-resistenza, iperglicemia a digiuno, sovrappeso, dislipidemia, ipertensione. Costituisce un importante fattore di rischio per lo sviluppo di diabete e malattia cardiovascolare. Lo yoga è una disciplina che include esercizio fisico, pratiche di rilassamento, controllo della respirazione. È noto che la sua pratica abituale ha degli effetti benefici sull’ipertensione arteriosa, sul sovrappeso (circonferenza vita) e sulla sindrome metabolica in genere. Un gruppo di ricercatori cinesi ha cercato di studiare i meccanismi attraverso i quali la pratica dello yoga sviluppa un effetto favorevole sulla sindrome metabolica.

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Vitamina D e diabete mellito

E’ noto come una corretta alimentazione ed un adeguato apporto di vitamine siano essenziali per mantenere la salute nel tempo e prevenire alcune malattie.
Da molti anni la vitamina D è al centro di numerosi studi volti a valutare l’impatto sulla salute e su alcuni aspetti fisiologici di una sua carenza assoluta o relativa. Questo è particolarmente rilevante in pazienti diabetici che spesso hanno livelli di vitamina D più bassi del normale. Gli studi finora condotti non hanno consentito di definire con sicurezza se questa carenza relativa giochi un ruolo sul controllo del diabete.

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Gravidanza

Aumento del peso in gravidanza: 1000 ragioni per evitarlo

L’aumento di peso è oramai un fatto epidemico nel mondo occidentale. È un fenomeno che si osserva frequentemente anche durante la gravidanza. Sebbene sia comunemente noto che l’aumento di peso in gravidanza non sia un fattore positivo, i suoi reali impatti sugli out come materno-fetali non sono del tutto chiari. L’OMS he recentemente redatto delle linee-guida in questo senso. Un gruppo di ricercatori internazionali (australiani, americani, europei) ha condotto uno studio analizzando tutte le ricerche pubblicate tra il 1999 e il 2016 (meta-analisi) che avessero studiato gli out come materno infantili della gravidanza e l’incremento di peso acquisito a fine gravidanza. Questo tipo di studi che analizzano un insieme di lavori scientifici che hanno in comune le stesse finalità si chiamano meta-analisi.

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E’ nata la Trombocardiologia

COMUNICATO STAMPA

In Italia lo annuncia ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus, in occasione della giornata mondiale del cuore del 29 settembre

Le malattie causate dalla Trombosi sono aumentate negli ultimi 25 anni e sono destinate ad aumentare. Oggi sono più di 85 milioni le persone che in Europa hanno conosciuto da vicino una delle malattie causate dalla Trombosi, riportando gravi invalidità come quelle lasciate da un Ictus o da un Infarto del miocardio e contribuendo a un incremento drammatico dei costi sanitari, stimati in Europa in 210 miliardi di euro l’anno, ovvero il 33% del budget dell’Unione Europea per il 2017. Se è vero che potrebbero essere ridotte almeno di un terzo, e lo è, vorrebbe dire che si potrebbero risparmiare in Europa70 miliardi di euro l’anno. Allora perché non ci siamo ancora riusciti?

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News nel campo della diabetologia e dell’obesità: Il supplemento alla dieta di fragola e mirtillo rosso americano (polifenoli) migliora la sensibilità insulinica in pazienti sovrappeso, non diabetici.

I pazienti obesi o in sovrappeso, indipendentemente dalla presenza di diabete, presentano spesso un quadro di insulino-resistenza. L’insulina, secreta regolarmente, in questi pazienti, fatica a fare il suo lavoro principale: contenere gli incrementi glicemici. I tessuti sono quindi meno sensibili all’ azione dell’insulina (insulino-sensibilita’). E’ noto come l’insulino-resistenza sia per se stessa un fattore nocivo, creando le condizioni per la comparsa della sindrome metabolica, sindrome caratterizzata da sovrappeso, ipertensione, dislipidemia, diabete, iperuricemia. E’ altrettanto noto come una dieta ricca di frutta e verdura sia positiva per la salute.

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News nel campo della diabetologia e dell’obesità: Diabete mellito insulino dipendente e rischio di incidenti stradali

 E’ noto che l’ipoglicemia è un fattore di rischio importante per incidenti automobilistici, anche lievi, in pazienti diabetici trattati con insulina. Per questa ragione la concessione della patente a questo tipo di pazienti mira particolarmente a valutare la loro capacità di prevenire/controllare la comparsa di ipoglicemia. Un gruppo di studiosi americani ha condotto uno studio interessante in un ampio gruppo di pazienti (più di 1000) affetti da diabete tipo 1, insulino-dipendenti.

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News nel campo della diabetologia e dell’obesità: Dieta e infiammazione

Nel corso di questi anni sta diventando sempre più evidente come uno stato infiammatorio sia nocivo su molti aspetti della nostra salute, non solo su malattie strettamente infiammatorie.

Si sono sviluppati quindi linea di pensiero e sperimentale che, attraverso variazioni dello stile di vita, alimentazione e attività fisica, riescano a modificare lo stato infiammatorio del nostro fisico.

Lo stato infiammatorio può essere definito attraverso alcuni esami ematochimici molto precisi.

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News nel campo della diabetologia e dell’obesità: Attività fisica saltuaria e glicemia

Impatto della attività fisica saltuaria sul controllo glicemico
E’ comunemente noto l’impatto negativo della sedentarietà sulla nostra salute.
E’ altrettanto noto quanto un’attività fisica aerobica continuativa giochi un ruolo favorevole sul controllo glicemico in pazienti affetti da diabete mellito, in particolare nel diabete di tipo 2, non insulino-dipendente.
Interessanti le osservazioni recenti di uno studio condotto in collaborazione tra l’Università del Massachusetts, USA, e I’ Università di Melbourne in Australia.
I ricercatori hanno studiato 24 pazienti affetti da diabete di tipo due ed in sovrappeso o addirittura obesi. Li hanno sottoposti a controllo glicemico continuo per 22 ore in tre condizioni sperimentali differenti:

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valutazione rischio trombotico Cattaneo

Valutazione del rischio trombotico

Le malattie trombotiche sono dovute alla formazione di grumi di sangue (trombi) all’interno delle vene (trombosi arteriosa) o delle arterie (trombosi arteriosa) del nostro corpo. Le trombosi venose si manifestano con dolore e gonfiore delle parti interessate (generalmente gli arti inferiori). Una possibile, grave complicanza è l’embolia polmonare, causata da parti del trombo che, distaccatisi dal loro punto di origine, arrivano nei polmoni, impedendo un’adeguata ossigenazione del sangue, e causando una sensazione di mancanza d’aria.

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